Assenzio
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 3,50

Pianta perenne, si coltiva bene in terreni aridi e soleggiati ma abbastanza nutrienti, si propaga facilmente per talea o per divisione delle radici, la parte erbacea secca annualmente mentre le parti legnose rimangono in vita e gettano l’anno seguente, raggiunge un’altezza massima di 120 cm.

Tutte le piante sono in vaso 14 Ø e possono essere lasciate in vaso o piantate in terra.

Densità di impianto 4/5 piante * m²

Confronta

Esaurito

Categoria:

Descrizione prodotto

Artemisia absinthium L. Compositeae

 

Sostanze attive e Proprietà della pianta di Assenzio

Parti utilizzate: Foglie e sommità fiorite.

Come le altre Artemisie (Abrotano e Dragoncello) contiene i suoi principi attivi nelle foglie che sono anche intensamente aromatiche.

Ha proprietà amarotoniche, digestive, coleretico e colagoghe (facilita la secrezione biliare verso l’intestino e la secrezione della bile da parte delle cellule epatiche).

Risulta utile nell’inappetenza data da stress o dopo una convalescenza.

L’assenzio non deve essere usato dalle donne incinte e durante l’allattamento.

 

Nutrizione Funzionale

Viene molto usato per aromatizzare i liquori, tra cui il Vermouth, un vino liquoroso dal gradevole sapore amaro-tonico.

Dall’assenzio si può ricavare un distillato che dà sintomi simili alle droghe leggere. Il Vermuth, tuttavia, contiene solo le sostanze amare ma nessun olio essenziale, infatti non è nocivo.

Per ricavare il liquore si utilizzano le sommità fiorite e le foglie ridotte in polvere, da cui si ottengo liquori, amari ed aperitivi. Tra i principi attivi ritroviamo essenzialmente: absintina, flavoni, olio essenziale (che contiene tujone e tujolo), acido ascorbico, tannini.

 

Storia della pianta dell’Assenzio

L’etimologia del termine del genere (Artemisia) non è sicura e sembra che derivi da Artemisia, consorte di Mausolo, re di Caria; ma anche, secondo altre etimologie, potrebbe derivare dalla dea della caccia (Artemide), oppure da una parola greca “artemes” (sano) alludendo alle proprietà medicamentose delle piante del genere Artemisa.

Il nome specifico (absinthium) deriva dal latino, il nome botanico col quale si chiamava questa pianta nell’antichità. Prima ancora deriva dal greco antico “ἀψίνθιον” (apsinthion), che può essere tradotto come “pianta senza diletto”, proprio a causa del suo sgradevole sapore amaro.

La pianta, già nota nell’antico Egitto e nella Grecia di Ippocrate, veniva somministrata come tonico e digestivo.

Le proprietà euforizzanti del liquore ricavato dall’assenzio sono state anche ricordate in numerose opere di differenti espressioni artistiche, tra cui l’Amleto di Shakespeare e un dipinto di Manet (intitolato, appunto, assenzio).

Informazioni aggiuntive

Famiglia

Asteraceae

Genere

Artemisia

Specie

Artemisia absinthium

Origine

Europa Meridionale

Clima

Mediterraneo

Esposizione

soleggiata

Epoca fioritura

Da Luglio a Ottobre

Fiori

Fiori attinomorfi, tetra-ciclici e pentameri

Foglie

Foglie pennatosette di colore verde-grigiastro molto profumate

Portamento

I fusti grigio/verde sono semi-legnosi, rigidi e ramificati leggermente nella parte superiore e quasi per nulla in quella inferiore

Terreno

Ricco, ben drenato

Principio Attivo

Olio essenziale e tujone

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